La dinastia Qin (221 a.C.-208 d.C.)
La dinastia Qin: unità, potere e il primo imperatore cinese
Poche dinastie nella storia cinese furono così brevi e tuttavia esercitarono un’influenza tanto grande e duratura quanto la dinastia Qin. In soli quattordici anni—dal 221 al 207 a.C.—lo stato di Qin unificò per la prima volta tutti i territori cinesi sotto un’unica autorità centrale, pose le basi dello stato burocratico cinese e creò un quadro politico e culturale che caratterizza la Cina ancora oggi. Anche per la Medicina Tradizionale Cinese, il periodo Qin fu un punto di svolta.
Il primo imperatore della Cina
L’artefice della dinastia Qin fu Ying Zheng, re dello stato di Qin. Dopo una serie di campagne militari, riuscì a conquistare i sei stati rivali—Han, Wei, Chu, Yan, Zhao e Qi—e a portarli sotto il suo dominio. Per la prima volta nella storia cinese, un impero veramente unificato divenne realtà. Ying Zheng non ritenne più sufficiente il titolo regale esistente per la portata del suo potere e si nominò Qin Shi Huangdi—il Primo Imperatore di Qin. Il titolo "Huangdi" faceva deliberatamente riferimento al mitico Imperatore Giallo Huang Di ed esprimeva l’ambizione di inaugurare una nuova età dell’oro.
La standardizzazione come strumento politico
Una delle misure più profonde adottate da Qin Shi Huangdi fu la standardizzazione sistematica di pesi, misure, scrittura e moneta in tutto l’impero. Questo può sembrare un provvedimento amministrativo, ma ebbe conseguenze culturali di vasta portata. Unificando la scrittura, la comunicazione attraverso i confini degli ex stati divenne possibile—e con essa anche la diffusione del sapere, compreso il sapere medico.
Per la MTC, ciò rappresentò un momento importante: testi e pratiche mediche che in precedenza erano regionali poterono ora essere diffusi e condivisi più ampiamente. La standardizzazione della scrittura fu una condizione preliminare per la successiva sistematizzazione della medicina cinese nel periodo Han che seguì.
La Grande Muraglia e il prezzo dell’unità
Qin Shi Huangdi fece collegare ed estendere le mura difensive esistenti dei singoli stati fino a formare quella che in seguito sarebbe diventata la Grande Muraglia. Questo gigantesco progetto edilizio richiese un’enorme forza lavoro e costò innumerevoli vite. Il regime del Primo Imperatore era autoritario e spietato: i critici venivano puniti e i libri sgraditi al regime venivano bruciati—compresi testi filosofici e medici.
Questo rogo di libri ebbe conseguenze dirette sulla trasmissione delle prime conoscenze mediche. Molti testi andarono perduti. Ciò che rimase furono le opere conservate in segreto o rimaste fuori dalla portata della censura imperiale. La distruzione della conoscenza nel periodo Qin rende ancora più notevole il fatto che la tradizione medica cinese abbia comunque mantenuto una linea di trasmissione così ricca e continua.
Un periodo breve ma decisivo
La dinastia Qin durò solo quattordici anni—dopo la morte di Qin Shi Huangdi nel 210 a.C. scoppiò il caos e l’impero si disgregò. Tuttavia, le strutture che aveva creato—l’impero centralizzato, lo stato burocratico e la scrittura standardizzata—sopravvissero alla dinastia stessa e formarono la base su cui avrebbe costruito la dinastia Han. Ed è nel periodo Han che la Medicina Tradizionale Cinese assunse la sua forma classica.
La dinastia Qin è dunque un capitolo paradossale nella storia della MTC: un periodo di distruzione e unificazione, di perdita e delle condizioni per una nuova fioritura.